BONIFICA AMIANTO: DIFFERENZA TRA FRIABILE E COMPATTO

 Mercoledi 20 Febbraio 2019
L'amianto, che per anni ha fatto parte delle nostre case, è un materiale, per la precisione un fillosilicato, che per le sue proprietà ha avuto un largo impiego.
Commercializzato principalmente con il nome di Eternit, ma anche presente in molti prodotti come isolante, si è rivelato col tempo come una sostanza cancerogena, che causa l'asbestosi, una malattia dei polmoni.
La vendita e produzione di prodotti in amianto è illegale dal 1992, e da allora è attiva una campagna per la sua rimozione dagli edifici e dagli ambienti, oltre che per l'identificazione delle strutture che necessitano bonifica urgente.
L'Eternit è una mescola di amianto e cemento, spesso usata per canne fumarie e tettini ondulati, oltre che per cisterne, e non si presenta sempre nella stessa maniera, perché le intemperie e l'esposizione alla luce solare possono averlo alterato anche di parecchio.
L'amianto infatti è inalterabile, anche se si può spezzare se viene sottoposto a stress, mentre il cemento usato come legante tende a polverizzarsi rapidamente.
È bene ricordare che tutte le operazioni di rimozione, bonifica e smaltimento di amianto devono essere effettuate da aziende qualificate e iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali. In Lombardia, ad esempio, si possono trovare molte aziende dedicate alla bonifica amianto a Milano, essendo la regione, una di quelle in cui si registra il più elevato numero di manufatti in amianto.
Amianto Compatto
Un manufatto in Eternit o amianto può presentarsi in buono stato, ossia compatto. La superficie non perde polveri, non ci sono crepe e non sono in vista le fibre. Questa è una condizione ottimale perché si possa provvedere ad una rimozione sicura in tempi brevi e senza necessità di precauzioni onerose.
L'amianto compatto deve essere rimosso esclusivamente da personale specializzato e che adotti le opportune protezioni, come tute anti-contaminazione, maschere per respirare e guanti. Si tratta di rimuovere direttamente il manufatto, prestando attenzione a non danneggiarlo, eventualmente passivandone la superficie.
La passivazione si fa spruzzando sull'oggetto un materiale polimerico che impedisce alle fibre di staccarsi. La stessa procedura si adotta in alcuni trattamenti per l'amianto friabile, ma in quei casi è molto più incisiva.
La passivazione con schiuma, in passato è stata usata per stabilizzare anche manufatti in amianto in buone condizioni che per qualche motivo non potevano essere ancora trattati.
Le parti rimosse vengono poi racchiuse in teli di plastica sigillati per essere mandate allo smaltimento in strutture specializzate per il suo trattamento, che si faranno carico della non dispersione delle polveri di lavorazione.
Amianto friabile
Purtroppo è quello più diffuso, perché nella migliore delle ipotesi un manufatto risale al '92, anche se spesso è precedente anche di molti anni. Alcune volte l'amianto fa parte di demolizioni avvenute molto tempo fa e si trova disperso nei detriti.
In casi come questi si deve procedere in una maniera complessa. Se il manufatto è facile da riconoscere, per esempio un lastrone, se ne passiva la superficie e si cerca di rimuoverne la maggior parte senza aggravarne la frammentazione.
Le operazioni vanno fatte con un aspiratore che raccoglie le fibre disperse in aria, che sono la parte pericolosa dell'amianto. Non è un'operazione che può essere portata a termine da chiunque e serve sempre una ditta certificata.
Se l'amianto friabile invece si trova disperso, il lavoro si fa più oneroso, perché deve essere rimosso tutto il materiale che appare contaminato, e la decisione del volume da trattare è a carico della ditta che effettua il sopralluogo.
In casi estremi la zona da bonificare deve essere completamente isolata con teli di plastica e mantenuta a pressione negativa durante le operazioni, per impedire contaminazioni da crollo.
Come si distingue il tipo di amianto?
La perizia finale spetta alla ditta, ma la condizione dell'amianto si riconosce abbastanza facilmente, perché se sulla superficie sono visibili le fibre, il manufatto è danneggiato. Se si staccano fibre e ci sono crepe, è sicuramente già da considerare friabile.
Evitate di toccarlo e di disperdere le particelle perché sono molto pericolose per la salute possono e causare malattie mortali che si manifestano decenni dopo la contaminazione.

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